Cosa c'è dietro la grande protesta (e il prossimo sciopero) degli avvocati italiani

Il 10 marzo gli avvocati hanno indetto una giornata di sciopero: astensione dalle udienze e dall’attività giudiziaria, stop ai processi. Il motivo è semplice: protestare contro la “tardiva calendarizzazione dei disegno di legge di riforma della professione forense”, si legge in un documento dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Sabato scorso il Consiglio nazionale forense (Cnf) si è riunito a Roma per decidere se confermare o meno la giornata di protesta. Leggi Il documento delle Camere Penali
9 AGO 20
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Il 10 marzo gli avvocati hanno indetto una giornata di sciopero: astensione dalle udienze e dall’attività giudiziaria, stop ai processi. Il motivo è semplice: protestare contro la “tardiva calendarizzazione dei disegno di legge di riforma della professione forense”, si legge in un documento dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Sabato scorso il Consiglio nazionale forense (Cnf) si è riunito a Roma per decidere se confermare o meno la giornata di protesta. La riforma è a Palazzo Madama da diversi mesi, ferma tra la commissione e l’Aula. La Conferenza dei capigruppo avrebbe calendarizzato il provvedimento per il 18 gennaio. Gli avvocati però non si fidano, sono state troppe le rassicurazioni e le pacche sulle spalle e quindi lo sciopero è confermato.
Il Consiglio ha ribadito “la ferma volontà dell'avvocatura di pervenire in tempi rapidi all’approvazione della riforma forense, così come ha chiaramente dimostrato la indisponibilità della stessa avvocatura a trattare su un minor rigore nella disciplina del tirocinio e dell'accesso rispetto al testo licenziato dalla commissione giustizia del Senato” ha raccontato Oreste Dominioni, presidente dei penalisti, sabato scorso all’uscita del Cnf. La manifestazione è stata pensata per lanciare un allarme non solo alla professione, ma anche e soprattutto ai cittadini: “Ci auguriamo che la protesta serva a richiamare l’attenzione di tutti gli esponenti politici sulla reale necessità ed urgenza di una riforma finalizzata ad assicurare ai cittadini la piena tutela dei loro diritti”, ha infatti specificato Dominioni.

La riforma è una sorta di decalogo in dieci punti che rivoluzionerebbe tutto il sistema, a partire dall’accesso e dalla formazione che, secondo gli avvocati, ridarebbe dignità e qualità alla professione, con lo scopo soprattutto di “garantire una qualità della prestazione professionale in linea con il ruolo costituzionalmente assegnato all’avvocato”. Anche Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale, sarà alla manifestazione che si terrà al teatro Capranichetta a Roma. Per Alpa, questa riforma è fondamentale, soprattutto perché “promuove la qualità della professione, connotato essenziale sia per sostenere la concorrenza sia, e soprattutto, per informare ad un codice etico più rigido i comportamenti dei custodi dei diritti”.
Gli oppositori di questa riforma hanno però accusato l’avvocatura di corporativismo e hanno criticato criteri di selezione, di accesso e di controllo della qualità, “vorrebbero stemperare la funzione dell' avvocato nella semplice prestazione di servizi, equiparabile quindi ad una qualsiasi attività economica” cosa inaccettabile. Sono tanti i profili innovativi della riforma descritti dal presidente Cnf: “La formazione dei giovani che si avviano alla carriera mediante le Scuole forensi, per selezionare con criteri oggettivi i candidati; le specializzazioni nell'ambito della qualificazione degli avvocati; l'assicurare l'effettività dell'esercizio dell'attività da parte degli iscritti agli albi; il sistema di assicurazione obbligatoria della responsabilità contrattuale nei confronti dei clienti; un rinnovato procedimento disciplinare per accentuare la terzietà dei consigli di disciplina”.

Garanzie per i professionisti,
ma anche per i cittadini, quindi. In prima fila, al tatro Capranichetta, ci saranno i penalisti che avvertono: “Sia ben chiaro a tutti quei cittadini che il 10 marzo si troveranno a subire disagi a causa dell’astensione proclamata dall’Avvocatura Italiana, che questa protesta, che non ha niente di corporativo, è per loro”.